Sport Therapy

Nei primi anni di vita e durante l’adolescenza, l’attività fisica è cruciale per un buono sviluppo delle capacità motorie. E lo è ancor di più per quei bambini e ragazzi costretti a terapie antitumorali e quindi a lunghe fasi di ricovero (spesso allettati) e prolungati periodi di inattività fisica.

Il progetto di ricerca “Sport Therapy” nasce proprio con lo scopo di dimostrare che, attraverso un’attività fisica mirata somministrata dal medico dello sport in collaborazione con il pediatra emato-oncologo, è possibile favorire il pieno recupero di questi pazienti, scongiurando l’elevato pericolo di patologie croniche legate alla sedentarietà e permettendo loro di reinserirsi al meglio, una volta guariti, nella propria comunità di appartenenza (scuola, sport e relazioni sociali).

Il progetto di ricerca “Sport Therapy” nasce all’interno del Centro Maria Letizia Verga presso la Clinica Pediatrica dell’Università degli studi di Milano Bicocca – Fondazione Monza e Brianza per il bambino e la sua Mamma, ASST San Gerardo di Monza. Qui, ogni anno, vengono curati circa 80 bambini e adolescenti affetti da leucemia, linfoma o patologie del sangue che portano a trapianto di midollo osseo.

STATO DELL'ARTE

Oggi, grazie ai progressi realizzati nella diagnosi precoce e nella cura delle malattie oncologiche, in Europa ci sono più di 300mila giovani pazienti guariti da tumori in età pediatrica e nel 2020 saranno quasi mezzo milione. Per questi bambini e ragazzi, avere la possibilità di svolgere un’attività fisica mirata durante le terapie assume un ruolo fondamentale per scongiurare malattie dovute all’inattività fisica, che rappresentano una delle peggiori e più diffuse conseguenze per i pazienti guariti.

I bambini e adolescenti affetti da malattie oncologiche del sangue, a causa delle terapie cui sono sottoposti, subiscono una progressiva riduzione della capacità respiratoria e di quella cardiaca, oltre che della forza muscolare. L’esercizio fisico mirato rappresenta un possibile approccio terapeutico per risolvere i loro enormi problemi di ridotta capacità di svolgere esercizio. E’ possibile somministrare questo tipo di terapia grazie alla sinergia creata dalla collaborazione tra pediatri emato-oncologi e medici dello sport.

Uno studio recente del nostro gruppo di ricercatori e non ancora pubblicato, condotto da aprile 2017 a luglio 2018, ha mostrato come in 88 pazienti alla fine del trattamento antitumorale la tolleranza all’esercizio sia migliorata dopo l’allenamento di precisione. La loro performance, misurata all’inizio e dopo 12 settimane di allenamento (PedEM_T0 vs PedEM_T1), tramite molteplici test (tra cui 6MWT e TUDS) ed evidenziata nei grafici a fianco, mostra un evidente miglioramento, pur permanendo un deficit nel confronto con bambini e ragazzi sani di pari età e genere (CTRL).

OBIETTIVI E METODOLOGIA DI RICERCA

L’obiettivo generale del progetto di ricerca “Sport Therapy” è la valutazione degli effetti di un allenamento di precisione, svolto sin dall’inizio del trattamento antitumorale, su pazienti ricoverati e/o curati presso il Centro Maria Letizia Verga. Saranno reclutati circa 100 pazienti nel 2019/2020 e 100 nel 2020/2021, di entrambi i sessi e suddivisi in fasce d’età (6-11 e 12-17 anni). Ogni partecipante verrà allenato per 12 settimane tramite allenamenti estremamente individualizzati e con differenti tipologie di esercizio (aerobico, di forza, equilibrio e flessibilità), svolti 3 volte alla settimana per 30-50 minuti. Gli allenamenti verranno svolti sia presso la palestra del Centro Maria Letizia Verga che in camera di degenza (reparto di ematologia e centro trapianti di midollo osseo). Al termine di ogni round di allenamenti i pazienti verranno valutati di nuovo per verificare l’impatto della terapia a base di esercizio. Dove permanessero deficit funzionali i pazienti parteciperanno a un nuovo round di “Sport Therapy”. 

PERCHE' QUESTA RICERCA E' IMPORTANTE

Per almeno 3 motivi:

  1. i risultati del progetto di ricerca “Sport Therapy” lanceranno l’allenamento di precisione come una delle armi terapeutiche disponibili per contrastare le conseguenze delle malattie emato-oncologiche in età evolutiva;
  2. incrementando la capacità fisica dei bambini e adolescenti affetti da ematopatie maligne durante le fasi del trattamento antitumorale, diminuiremo la pesante eredità lasciata dalle cure, colmando così il loro svantaggio nei confronti dei coetanei sani e garantendo loro un pieno reinserimento nelle comunità di appartenenza (scuola, sport, rapporti sociali);
  3. una standardizzazione della metodologia per utilizzare l’esercizio di precisione nei bambini e adolescenti ricoverati faciliterà il monitoraggio dei progressi di questo tipo di interventi a livello internazionale e i dati provenienti dal progetto “Sport Therapy” permetteranno ai governi e agli enti interessati di non rimandare ulteriormente l’istituzione delle strategie necessarie a migliorare salute e benessere delle persone guarite da malattie oncologiche.

ASPETTI INNOVATIVI DELLA RICERCA

Alla fine del progetto di ricerca “Sport Therapy”:

  • saranno disponibili nuove strategie per contrastare, grazie all’allenamento di precisione, i danni cardio-polmonari e muscolo scheletrici conseguenti alle terapie antitumorali;
  • verrà dimostrato definitivamente come l’esercizio fisico possa essere un’opzione terapeutica e non solo un elemento decorativo all’interno della presa in carico dei bambini e adolescenti affetti da malattie oncologiche del sangue, sin dall’inizio della malattia;
  • sarà chiara la possibilità di introdurre nuove figure tecniche nel contesto ospedaliero: medici dello sport e scienziati motori faranno parte del team multidisciplinare che collega l’ambiente ospedaliero al territorio;
  • la prospettiva futura, una volta conclusa la sperimentazione e dimostrata l’efficacia dell’intervento di allenamento di precisione sulla salute psico-fisica dei bambini e adolescenti affetti da tumore, sarà quella di far diventare la “Sport Therapy” un servizio assistenziale permanente durante la cura dei pazienti in età evolutiva.