LE NOSTRE STORIE | 10 settembre 2015

Come essere solidali: il sorriso di Giacomino

trenord

Come? Impegnandosi nell’organizzare quel qualcosa capace di dare un sorriso a chi soffre, soprattutto se bambino. L’impegno richiede: pensiero, programmazione, voglia, tempo.

Per realizzare il sogno di Giacomino, affetto da leucemia in fase di inarrestabile progressione si sono mobilitate le autorità di Trenord a cui va il nostro più sentito ringraziamento unito a quel sorriso unico ed inimitabile di gioia di Giacomo per aver guidato a soli 3 anni un treno: IMPOSSIBILE ?

No, è stato possibile e meraviglioso.

Tiziano e Paolo di Trenord sono stati in questo caso le persone che hanno realizzato il sogno di Giacomino.

Programma

Partenza da Monza ore 11.33 con il treno Besanino ed arrivo a Macherio ore 11.54
Partenza da Macherio ore 12.05 ed arrivo a Monza alle ore 12.25
Accompagnatori:
Tiziano GarbariniAsset Patrimoniali e Immobiliari Trenord
Paolo Garavaglia direttore della Comunicazione di Trenord
Momcilo Jankovic medico responsabile del Day Hospital Ematologia Pediatrica di Monza

È stata una mattina “memorabile” … non esagero, ma il sorriso e la gioia di Giacomino sono stati il grazie più bello all’impegno di Tiziano e Paolo e alla loro meravigliosa solidarietà. GRAZIE anche a tutti coloro che hanno contribuito a questo successo. Spero di avervi sempre “alleati” per altre iniziative per i nostri bambini che meritano come piccoli eroi il nostro supporto, il nostro amore e la nostra professionalità.

Momcilo Jankovic

giacomino con cappleino trenordL‘importante nella vita non è fare qualcosa, ma nascere e lasciarsi amare.

Il piccolo Giacomo dopo qualche mese da questa bellissima esperienza sul Treno ci ha lasciati. Vogliamo condividere con voi una lettera che ci ha inviato la famiglia:

Non ho parole per ringraziare il Comitato Maria Letizia Verga per quello che fa. Giacomo ha trascorso quasi tutta la sua vita in Ospedale per cui io non posso che amare il reparto e il Comitato, i medici, gli infermieri e i volontari. Grazie a tutti di essere qui con noi.
Ci teniamo a dire una sola cosa.
In questi anni abbiamo sempre sentito definire i bambini come Giacomo dei guerrieri, a noi Giacomo è sempre sembrato un bambino non che lottava, ma che obbediva a quello che la sua vita gli chiedeva. Ha affrontato ricoveri di mesi sempre sorridendo e felice. Perché era felice pur essendo chiuso in una stanza di ospedale? Perché con lui c’erano sempre la mamma, il papà e i nonni, i suoi grandi affetti. Ecco quindi che in nome di un grande affetto da cui dipendi e che ti sostiene, riesci ad obbedire anche alla realtà più dura. A 2-3 anni bastano i genitori, più avanti serve un Affetto più grande che ci sostenga e ci guidi. Stare con lui in ospedale era semplice, perché lui era di una simpatia disarmante ed era impossibile non desiderare di stare con lui.
Siamo grati al Signore per questi anni in cui ci ha permesso di accudire Giacomo.
Grati perché ci ha scelto per essere i genitori di un Santo.
Grati perché con Giacomo è stato chiaro, e abbiamo sperimentato, cosa significa la dipendenza da un Altro.
Grati perché con Giacomo abbiamo capito cosa significa lasciarsi amare per ciò che si è senza fare nulla di più.
Ecco perché abbiamo scelto questa frase che bene lo descrive: l’importante nella vita non è fare qualcosa, ma nascere e lasciarsi amare.

Mamma e Papà di Giacomo