I NOSTRI MEDICI | 1 settembre 2014

Il Blinatumomab: un “ponte” verso la guarigione

I bambini con Leucemia Linfoblastica Acuta (LLA) in seconda o successiva recidiva midollare o in recidiva dopo Trapianto di Midollo Osseo da donatore familiare o da banca hanno notoriamente bisogno di trattamenti che utilizzino farmaci con nuovi meccanismi d’azione.

Da aprile 2013 è stato attivato presso il nostro Centro di Ematologia Pediatrica uno studio multicentrico di Fase I avente l’obiettivo di individuare l’efficacia, la tollerabilità e la dose migliore del farmaco Blinatumomab in bambini con leucemia linfoblastica acuta a cellule B plurirecidivata o refrattaria ad altri trattamenti. Questo è il primo studio che è stato condotto on questo farmaco in età pediatrica in quanto finora il trattamento è stato effettuato solamente nell’età adulta. Sono stati sottoposti a screening 6 pazienti e di questi 4 sono stati arruolati nello studio in quanto sodisfacevano gli assai stringenti criteri di arruolamento.

Da ottobre 2013 è iniziato lo studio di fase II che permetterà di proseguire con l’arruolamento e valuterà la sicurezza e l’efficacia della dose raccomandata del farmaco. Allo studio hanno partecipano diversi paesi, tra cui Italia (due soli centri tra cui Monza), Germania, Austria, Francia, Paesi Bassi, Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti e Canada.

Obiettivo dello studio è stato quello di determinare la dose raccomandata del farmaco, l’attività antileucemica e la sua farmacocinetica, lo sviluppo di anticorpi contro di esso e la percentuale di remissione completa.

Il Blinatumomab è un anticorpo appartenente ad una nuova classe di anticorpi bi-specifici chiamati BiTE (bi-specific T-cell engagers) capaci di fare da “ponte” tra le cellule sane del paziente (i linfociti T buoni capaci di difenderci dalle infezioni e dalle cellule malate) e le cellule leucemiche. Tale ponte induce un’attivazione delle cellule T tale da determinare la morte della cellula leucemica. Dopo una somministrazione rapida il farmaco Blinatumomab resta in circolo per poco tempo (circa 2-3 ore) per cui deve essere somministrato in infusione continua utilizzando delle micropompe portatili.

L’esperienza clinica nei pazienti adulti esposti ad un ciclo di 4 settimane di questo farmaco somministrato per infusione continua, ha portato a risultati incoraggianti nel determinare la remissione della malattia e ha dimostrato che il farmaco viene relativamente ben tollerato.

I bambini inclusi in questo studio riceveranno da 1 a 5 cicli di Blinatumomab ed ogni ciclo consisterà nella somministrazione del farmaco in infusione endovenosa continua per 4 settimane seguito da un intervallo di 2 settimane senza trattamento. Durante l’infusione del farmaco i bambini vengono monitorati e sottoposti a controlli ematochimici . E’ un farmaco ben tollerato e con un buon profilo di sicurezza ma a volte può causare febbre durante l’infusione (nel 70% dei pazienti) o complicanze neurologiche (nel 15-20%) quali crisi convulsive o una particolare  sindrome caratterizzata da febbre, ipotensione e difficoltà respiratoria. Tali complicanze sono reversibili e si risolvono sospendendo il farmaco.

Presso il nostro Centro lo studio è coordinato dal Dott. C. Rizzari in collaborazione con la Dott.ssa V. Leoni, la Dott.ssa A. Colombini, la Dott.ssa G.M. Ferrari, la Dott.ssa A. Brambilla e con il fondamentale aiuto della Dr.ssa G. Sgroi e della Dr.ssa E. Marrocco (Clinical Trial Coordinators dello studio) e di tutto il personale tecnico ed infermieristico.

 

Meccanismo d’azione del Blinatumomab

blinatumomab