Un sogno nero azzurro diventato realtà

Edoardo e Fabiana sono un adolescente e una bambina, ma hanno due cose in comune: sono pazienti del Centro Maria Letizia Verga-Fondazione IRCCS San Gerardo di Monza e il loro cuore batte per l’Inter!

Per questo proprio loro sono stati scelti per rappresentare tutti i bambini e ragazzi in cura al Centro in un momento molto speciale, che è stato di chiusura di un progetto di arteterapia, incentrato sul valore dello spirito di squadra.

Al Centro Sportivo Suning, Fabi e Edo hanno consegnato al capitano dell’Inter, Lautaro Martínez, due palloni decorati nelle stanze di reparto al Centro insieme all’associazione Artis: in una serie di passaggi da stanza a stanza, ogni paziente è stato invitato a decorare un esagono di un pallone da calcio, dando libero sfogo alla sua fantasia e alle sue capacità e facendo diventare quel piccolo pezzetto una finestra sulla sua immaginazione.

E’ stata una mattinata piena di emozioni, così intense che preferiamo raccontarvele con le parole di chi le ha vissute:

Edoardo:

La giornata con i giocatori dell’Inter è stata molto emozionante. I giocatori sono stati molto disponibili e gentili con noi. Abbiamo poi incontrato i grandi campioni: Lautaro, Barella, Dimarco, Carlos Augusto e altri. È bello sapere che, anche se malati, possiamo vivere esperienze speciali che ricorderemo per il resto della vita. Forza Inter!

Mamma e papà di Edoardo:

Già sapevamo che il Centro Maria Letizia Verga è un luogo unico e speciale, dove i nostri ragazzi vengono curati al meglio, non solo nel corpo. Nella fatica della malattia si ha la sensazione di perdere qualcosa, ma le esperienze speciali che si vivono qui hanno dato a Edo lo stimolo per superare anche i momenti più difficili. Noi genitori abbiamo respirato la felicità di Edo e abbiamo visto nei suoi occhi la luce della spensieratezza.

Fabiana:

Incontrare i giocatori dell’Inter è la cosa più bella che mi sia capitata! E’ un ricordo che resterà per sempre nel mio cuore.

Papà di Fabiana:

Grazie perché avete esaudito il sogno di mia figlia.

Lucia (Artis):

Non tutti i bambini e ragazzi erano ad Interello, ma attraverso il pallone è stato come se lo fossero; perché tutti i bambini e ragazzi, in ospedale, su quel pallone ha lasciato disegni e colori.

Grazie Inter! Sempre in campo insieme a noi per i nostri bambini e ragazzi.

UN DISEGNO PER UN SORRISO

I ragazzi della 2^ Media dell’Istituto Preziosissimo Sangue all’opera per i bimbi del Centro Maria Letizia Verga.

Messaggi e colori per strappare un sorriso e fare coraggio ai nostri piccoli ricoverati.

La Dott.ssa Silvia Gamba, specializzanda in Pediatria e ora operativa nel Day Hospital del Centro: ‘Il regalo più grande da fare a qualcuno è raccontare la propria storia’.

I martedì pomeriggio della scuola secondaria dell’Istituto Preziosissimo Sangue di Monza sono caratterizzati da una serie di laboratori particolari che vedono coinvolti i ragazzi. Nel mese di aprile alcuni studenti della classe 2^ A si sono messi all’opera realizzando dei disegni da consegnare ai bambini ricoverati nel nostro Centro Maria Letizia Verga-Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori. Il 16 aprile è stato quindi organizzato un incontro tra la classe e la Dottoressa specializzanda Silvia Gamba per conoscere meglio questa realtà e guardare da vicino la leucemia.
Queste sono le testimonianze della giovane Dottoressa, della Professoressa che ha organizzato la raccolta e dei genitori volontari che hanno fatto da tramite:

Dott.ssa Silvia Gamba 

Mi chiamo Silvia e sono una specializzanda in pediatria… Non che me lo stia chiedendo qualcuno. Sono io che lo ripeto mentalmente mentre salgo i gradini che arrivano alla seconda media, la classe in cui sto andando a raccontare del mostro sotto al letto che abita i nostri reparti, la leucemia. Quando mi hanno chiesto di farlo ho provato due emozioni: immediato entusiasmo seguito da un’ondata di apprensione nata subito dopo aver accettato. E adesso cosa dico? Come traduco quel mondo di protocolli e chemioterapie in una storia che sia luminosa e colorata come le pareti del Centro? La cosa che più mi spaventava erano le domande a cui avrei dovuto rispondere, perché se c’è una cosa che ho imparato da questo lavoro è che le domande veramente serie sono quelle che possono essere formulate da un bambino, che sono anche quelle a cui di solito non c’è risposta.

Così nel corso della giornata ho iniziato a farle io queste domande, ai medici strutturati che incontravo nei corridoi, ottenendo in cambio una preziosissima carrellata sulle loro prime esperienze di racconto della malattia. “Lo abbiamo fatto tutti prima o poi, le parole che vuoi dire nasceranno da sole guardandoli negli occhi”.
E gli occhi dei ragazzi, ho scoperto, cambiano continuamente. Ci si riesce a valutare in base alla sentenza di quegli sguardi, una bilancia di precisione sulla quale soppesare l’effetto del proprio discorso.  Il loro ascolto è magnetico, è una potenza che crea ed espande. Davanti alla loro curiosità si è dispiegata naturalmente la mia flow chart fatta di canti, rabbia, risate, pianti e giochi dentro a quei protocolli. In mio soccorso è venuta anche una parola magica pronunciata dal papà di una ex paziente che mi ha accompagnata in questa avventura. “Il Centro diventa un po’ una seconda casa”, e una casa è un posto dove si mangia, si sta caldi e ci si allena ad andare per strade sconosciute senza paura.
Siamo pelle, vene, ossa, sangue e nervi ma soprattutto siamo storie. E il regalo più grande che si possa fare a qualcuno è raccontare la sua storia.
Ho offerto il racconto di tutti i miei piccoli e grandi pazienti che ogni giorno affrontano la malattia e ho ricevuto in dono dei bellissimi disegni per decorare le loro giornate
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Prof.ssa Eleonora Pozzi 

Non uno qualsiasi, ma l’ospedale di Monza “a misura di bambino”: a questa splendida struttura e al suo prezioso progetto è stato dedicato il laboratorio pomeridiano dei ragazzi della classe 2^A – secondaria di I grado – dell’Istituto Preziosissimo Sangue. Martedì 16 aprile, infatti, due genitori volontari e la giovane dottoressa Silvia sono venuti a presentare la bellissima realtà del Comitato Maria Letizia Verga, per la quale una quindicina di alunni ha realizzato dei disegni personalizzati da donare ai bambini in cura, in modo da decorare le loro camere con incitamenti e colori. Come scuola, siamo molto contenti sia stato accolto l’invito di far conoscere il Comitato ai nostri ragazzi, sicuri del fatto che momenti così significativi possano essere fonte di riflessione sul senso di vicinanza, solidarietà e dono gratuito del proprio tempo e impegno.

 

Anna e Michele: mamma e papà del Comitato

Il pensiero c’è fin dal mattino: ‘Funzionerà? Come la prenderanno i ragazzi? Nostra figlia finirà per imbarazzarsi ad averci nella sua classe?’ Non è facile pensare di proporre qualcosa di diverso ai ragazzini di 13 anni. Si sa come sono a questa età, sempre un po’ annoiati, sempre un po’ stanchi, figurarsi poi all’ultima ora di un lungo martedì di scuola… Eppure da tempo pensavamo a come portare un po’ di Comitato nel nostro Istituto e dare seguito con i racconti alle raccolte fondi tramite banchetti o altre iniziative. La gentilissima dottoressa specializzanda Silvia è venuta in nostro aiuto. Il suo sorriso è di quelli magnetici. E non potrebbe essere altrimenti visto il lavoro che fa: se non sorridi ai bambini malati come puoi saperli rassicurare? Ecco che così l’ora che passiamo nella nostra 2’A scorre veloce, è seria ma non pesante e ci fa forse sentire più vicini a questi ragazzini interessati ad una realtà diversa che, seppur fa paura, non porta solo tristezza. Finiamo anche per ridere. Con in mano un blocco di disegni tutti belli e colorati da consegnare ai bambini ricoverati, con gli occhi un pochino lucidi e.. il cuore un po’ più pieno!

I nostri genitori sono straordinari e la rete che riescono a costruire intorno a loro, grazie alla potenza di una testimonianza fatta di coraggio e amore, è senza eguali.

   

Giacomo e Monica hanno vinto! – Milano Marathon 2024

Quest’anno per noi la Milano Marathon è stata ancora più straordinaria!

Tra i 441 runner che domenica hanno corso con e per noi, c’erano anche Giacomo e Monica, due dei nostri oltre 2.000 bambini e ragazzi guariti da leucemia e linfoma e ex atleti del nostro progetto Sport Therapy.

Monica che ha corso una delle frazioni dell’Unicredit Relay Marathon e Giacomo che, con la carrozzina da gara Joelette, ha percorso l’ultimo kilometro e ha tagliato il traguardo proprio sotto il Duomo di Milano, a simboleggiare il valore inestimabile dello sport: inclusivo, aggregante e curativo.

Siete GRANDI ragazzi!

Per leggere il comunicato stampa clicca qui

 

“Caro Signor Verga…”

Caro Signor Verga,

sento l’urgenza di scriverle queste righe poiché non ho avuto modo di salutarla prima di concludere la mia attività lavorativa per pensionamento il 31/12/2021.

Forse non è un caso che non l’abbia incontrata perché in questi ultimi giorni sono stata sovrastata da molte emozioni e come un flashback mi sono venute in mente tante immagini e momenti vissuti fin dall’inizio, nell’aprile del 2002.

Grazie alla sua generosità, operosità e profonda umanità, ho potuto conoscere, vivere, partecipare a questa realtà umana toccante, dove il dolore si alterna alla gioia, la paura alla speranza, la lotta alla resa. Ma ho anche compreso che la resa rende forte, il riconoscere il dolore e stare con esso conduce ad aprirsi al mondo degli altri, a condividere il proprio ed altrui dolore finché esso diventa azione che apre le porte a speranze, a costruzioni di mattoni di amore, compassione e profonda partecipazione.

Ciò che lei ha costruito concretamente è impregnato di questo amore. Amore che crea amore, passione, forza per la vita di tutti i piccoli malati che passano al Centro Maria Letizia Verga, dove trovano un luogo del cuore grazie ai tanti collaboratori che si dedicano a loro e ai loro sogni!

Quello che mi preme ancora dirle è quanto questa realtà ha inciso nella mia vita personale, quanto il trovare un luogo di lavoro che si confacesse alla mia ricerca profonda di sentirmi utile in ambiti dove si trovano i più fragili, dove c’è bisogno di sostenere concretamente chi si prodiga per i fragili, quanto tutto questo mi abbia fatto comprendere la relatività della nostra umana vita, e la bellezza che questa vita ci riserva, la forza e la resilienza inaspettate che possono scaturire da ognuno di noi quando tutto sembra crollare.

Mi si aprono davanti agli occhi immagini di momenti di emozione, i pianti dei nostri specializzandi, le sorprese per la forza inattesa di bambini molto malati, la gioia per pazienti diventati grandi e volenterosi di aiutare a loro volta, grazie alla loro esperienza personale, scegliendo la professione del medico, la dedizione dei nostri medici nell’affrontare con molta attenzione caso per caso, senza dare mai nulla per scontato.

E’ di questo piccolo grande universo di umanità che sono grata e sarò grata nei tempi a venire, affinché mi sia di esempio nei momenti di sconforto e sofferenza, ma anche di passione, di entusiasmo e gioia della mia prossima vita.

Un grazie immenso a lei e a tutti i suoi collaboratori, alle colleghe del Comitato, a chi promuove con autenticità il Centro Maria Letizia Verga, affinché continui ad essere un centro di eccellenza per la scienza medica, ma soprattutto per la scienza del cuore, la più umana delle scienze!

 

Con affetto,
Andreina

Il Comitato MLV accende la Villa Reale di Monza

Il Comitato Maria Letizia Verga partecipa alla campagna nazionale Accendi d’Oro, accendi la speranza, dedicata alla sensibilizzazione di istituzioni e opinione pubblica sull’oncoematologia pediatrica. In occasione di questo importante appuntamento, ogni sera dal 21 al 27 settembre, la Villa Reale di Monza si illuminerà di luce dorata per i bambini e gli adolescenti malati di leucemia e linfoma in cura al Centro Maria Letizia Verga.

L’iniziativa, promossa da FIAGOP – Federazione Italiana Associazioni Genitori Oncoematologia Pediatrica, si inserisce nell’ambito del Settembre d’oro mondiale dell’Oncoematologia Pediatrica: mese in cui monumenti e punti di interesse di tutto il mondo risplendono di luce dorata per accendere simbolicamente i riflettori sulle problematiche dei tumori in età pediatrica. Inoltre, sono milioni le persone che in questo periodo dell’anno indossano un nastrino d’oro, colore che ricorda quanto siano preziosi i bambini e gli adolescenti colpiti dal cancro, la principale causa di morte per malattia dei bambini.

«Nonostante la ricerca abbia fatto passi da gigante negli ultimi decenni, permettendo all’80% dei bambini malati di guarire, c’è ancora moltissimo lavoro da fare. Questo tipo di iniziative ci ricordano quanto sia fondamentale tenere viva l’attenzione di tutti, soprattutto nei momenti di difficoltà come quello che stiamo attraversando, perché i bambini non hanno mai smesso di avere bisogno delle nostre cure e della nostra assistenza. In questi mesi di emergenza il Comitato non si è mai fermato e il nostro obiettivo continua ad essere quello di guarire ogni giorno un bambino in più.» commenta Giovanni Verga, Presidente del Comitato Maria Letizia Verga.

«In Italia sono circa 2.400 le nuove diagnosi di tumori infantili ogni anno, spiega il Sindaco Dario Allevi. Sono numeri drammatici contro i quali nella nostra città, ogni giorno da quarant’anni, combatte il Comitato Maria Letizia Verga. E grazie alla passione e all’impegno di medici, infermieri e volontari i bambini, che sono costretti a fermarsi per un po’ a causa della malattia, una volta guariti ripartono con la stessa energia e voglia di vivere».

Con questi propositi il Comitato rilancia la campagna L’assistenza non si ferma sulla piattaforma di crowdfunding www.retedeldono.it il cui intento è quello di far fronte alle spese di gestione ordinaria e straordinaria per l’emergenza COVID-19 del Residence Maria Letizia Verga: una casa di accoglienza a disposizione dei bambini e delle famiglie residenti lontano dall’ospedale, che non sono in grado di poter tornare a casa al termine delle giornate di terapia in Day Hospital.

L’invito è quindi quello di sostenere la campagna di raccolta fondi del Comitato e non perdersi il suggestivo ed emozionante spettacolo che animerà la Villa Reale di Monza nei prossimi giorni, perché è solo grazie a una maggiore sensibilizzazione sul cancro infantile che si avranno un aumento dei finanziamenti alla ricerca, terapie più adatte e mirate per i bambini e, infine, un miglioramento nei risultati di cura.

#accendidoro, #GoGold, #iostoconilcomitato #lassistenzanonsiferma

“Luce mia” un anno dopo

COME SEMPRE ESISTE UN FILO, NELLE COSE BELLE CHE ACCADONO.

L’idea di uno spettacolo teatrale che raccontasse la storia di questi 40 anni è nata dall’incontro che sembra casuale tra noi, la nostra attrice del cuore, Orsetta Borghero, (che da anni presta la sua voce e la sua carica emotiva ineguagliabile a tutta la comunicazione della nostra associazione) e uno dei più bravi autori del panorama italiano odierno, Bruno Fornasari.

È bastato un incontro un pomeriggio al Teatro Filodrammatici di Milano, dove Bruno è direttore artistico, perché quello che sembrava un progetto quasi impossibile prendesse forma. La nostra storia e la professionalità degli artisti, chiamati a realizzare il progetto, non sarebbero bastati se ancora una volta non ci fosse stata la sensibilità, la voglia di fare qualcosa per gli altri e la disponibilità di volere capirci e voler entrare nel nostro mondo e nella nostra realtà.

Ed ecco qui il miracolo, come se nascesse dalla memoria delle migliaia di persone che hanno avuto una parte in questi quarant’anni, si apre il sipario e la grande emozione inizia. Due giovani autori e attori usciti dalla scuola dei Filodrammatici: Dario Merlini e Alessandro Savarese scrivono parola per parola la nostra storia. Bruno Fornasari guida sapientemente la regia e tutta la messa in scena.

Nove attori straordinari si succedono sul palco con alle spalle un lavoro enorme emotivo e professionale per arrivare a essere noi, noi Comitato. I medici, Giovanni Verga, i genitori, i bambini che non ce l’hanno fatta, a partire da Maria Letizia, a tutti quelli che sono diventati grandi e vivono intorno a noi con noi. E sul palco la scena finale: un gruppo di ragazzi guariti che sale e ci ricorda che dobbiamo contare gli anni in ragazzi guariti. Questa è la nostra missione, questo è il nostro sogno.

Il nostro grazie immenso va agli straordinari attori che hanno per più di un mese dedicato il tempo a questa nostra storia con una dedizione, rispetto e cuore che solo i grandi artisti possono esprimere: Orsetta Borghero, Tommaso Amadio, Dario Merlini, Alessandro Savarese, Silvia Altrui, Denise Brambillasca, Gaia Carmagnani, Daniele Crasti, Ilaria Longo e Umberto Terruso.

E grazie a Nicola Savino, un ospite speciale che ha voluto salire sul palco per fare la voce narrante che con ironia, cuore e spontaneità ci ha accompagnato in questa serata indimenticabile.

Non possiamo smettere di GUARIRE UN BAMBINO IN PIU’

Carissimi,

vorremmo condividere con voi questa informazione, doverosa forse più per chi non conosce nel dettaglio la nostra realtà e la nostra missione.

Il Comitato Maria Letizia Verga ogni anno raccoglie fondi da reinvestire nelle attività di cura, ricerca e assistenza del Centro Maria Letizia Verga per lo studio e la cura delle Leucemie di Monza, reparto di ematoncologia pediatrica, che da 40 anni rappresenta un’eccellenza in Italia. Le nostre raccolte fondi sono necessarie al supporto delle cure nei reparti clinici di eccellenza e in buona parte per la continuità della ricerca del Centro Tettamanti che, come potete capire, non può fermarsi.

Inoltre, i nostri fondi sono destinati all’aiuto di tante famiglie di bambini e ragazzi ricoverati nei nostri reparti che non hanno possibilità di affrontare un periodo di cura lungo, spesso anni, senza un supporto economico e logistico.
Tutte le nostre voci di raccolta e spesa sono documentate nei bilanci certificati e pubblici che potrete
trovare nei nostri siti ufficiali.
Siamo costretti, come tutti, in questo momento a fare i conti con un’emergenza che non ha precedenti
e con chiare esigenze di priorità che a tutti sono ben chiare.

Vi possiamo anche dire che:
• Al Centro Maria Letizia Verga i nostri piccoli pazienti stanno ricevendo, nel massimo della
sicurezza, secondo tutte le disposizioni dei nostri responsabili sanitari, tutte le cure necessarie
per continuare a combattere la loro malattia grazie ai nostri medici, infermieri e personale
sanitario.
• Il nostro Direttore della clinica e direttore sanitario della Fondazione MBBM, Prof. Andrea
Biondi, fa parte dell’Unità di crisi dell’Ospedale San Gerardo ed è in prima linea con la sua
competenza, prestando quotidianamente il suo intervento in questi giorni di massima allerta a
fianco dei reparti dell’Ospedale di Monza direttamente operativi sull’emergenza Covid 19.
• 4 dei nostri medici si sono messi a disposizione degli altri reparti per l’emergenza in corso e
prestano la loro attività, seguiti da vicino dal prof. Biondi.
• Per quello che potremo, e nel massimo della collaborazione, aiuteremo direttamente anche con
l’acquisto di strumenti gli altri reparti dell’Ospedale San Gerardo, attività già in atto con alcune
azioni specifiche e direttamente coordinate con il Prof. Biondi e la Direzione del San Gerardo.

Al tempo stesso, però, è doveroso specificare, vista la premessa iniziale, che dobbiamo limitare i danni
al fermo di tutte le nostre attività correnti (manifestazioni, eventi, raccolte pubbliche di fondi) per dare ai nostri medici e ai nostri reparti la possibilità di andare avanti a curare la leucemia e i linfomi che nel momento di questa pandemia restano le malattie da combattere.

Comprenderete, quindi, che è doveroso continuare a lavorare, seppur da casa, nel cercare di
contenere le perdite e i danni alla nostra attività, perché NON POSSIAMO SMETTERE DI
GUARIRE UN BAMBINO IN PIU’.
Anche l’attività di consegna in alcune zone tramite corriere delle nostre Uova di Pasqua è un’azione di
recupero.
Il team della Segreteria e della Comunicazione e Fundraising è attivo per continuare a svolgere
al meglio tutte le azioni necessarie.

Certi della comprensione e dell’aiuto, INSIEME CE LA FAREMO!

Grazie a tutti di cuore,
il Presidente Giovanni Verga
la Responsabile Comunicazione e Fundraising Lorella Marcantoni

#NOIRESTIAMOACASA

Carissimi genitori e amici,

dobbiamo comunicarvi che a partire da domani il Comitato Maria Letizia Verga chiude completamente i propri uffici.

Fino ad oggi siamo riusciti a tenere regolarmente aperta la Segreteria del Comitato, grazie alla presenza di Michela, ma purtroppo per disposizioni legate al nostro Centro e per rispetto delle indicazioni di sicurezza sanitaria, vi informiamo che a partire da domani 12 marzo 2020 anche la Segreteria sarà chiusa.

Tutto il team del Comitato resta comunque a vostra disposizione e per qualunque necessità potete contattarci al numero 342.0070626 dal lunedì al venerdì nel seguente orario: dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 17. Restiamo sempre in contatto con tutti voi anche con i social e con il nostro sito.

Vogliamo cogliere l’occasione per esprimere, anche a nome dei nostri genitori, la più profonda gratitudine ai medici, agli infermieri e a tutto il personale sanitario del Centro Maria Letizia Verga per gli sforzi che ogni giorno continuano a fare per garantire ai nostri bambini e ragazzi le migliori cure e la migliore assistenza. Desideriamo inoltre esprimere la nostra totale vicinanza anche a medici, infermieri e operatori di tutti gli altri reparti dell’Ospedale San Gerardo impegnati a combattere questa emergenza. Coraggio!

Grazie a tutti.

#NOIRESTIAMOACASAfatelo anche voi, è fondamentale. Contiamo sull’impegno di tutti, ora più che mai, perché siamo certi che INSIEME POSSIAMO FARCELA.

Un caro saluto,
il Presidente Giovanni Verga

Alla scoperta degli Instabili…Alessia

Si racconta mamma Alessia, che ha creato i costumi per gli Instabili. “Impossibile non farsi travolgere dalla bellezza di vita che si sprigiona tutta intorno”: così ci racconta la magia del progetto-spettacolo del Comitato.

Una mattina, al Comitato, ero passata a ritirare del cioccolato e scopro che stavano pensando di mettere in piedi uno spettacolo. Subito il mio entusiasmo va alle stelle e dico: “Se per caso doveste avere bisogno per i costumi…io posso dare una mano”. E così è stato! “Le misure, dobbiamo prendere le misure!”: ed eccomi lì, di fronte a persone sconosciute in mutande con un metro in mano…un ottimo inizio il mio!

Non conoscevo quasi nessuno, ma è bastata una pizza dopo le prove per sentire l’unione del gruppo e la fantastica apertura del cuore all’accogliere. È stato un periodo faticoso, il lavoro sempre fino a tardi, un trasloco, ma, quando, dopo una giornata estenuante, varcavo la soglia della palestra per le prove…MAGIA! I saluti, i sorrisi, le risate tra un balletto e l’altro…l’unione vera di tutte queste persone, così diverse ma così simili, e tutto il resto svaniva nel nulla! Tutto mi ha fatto sentire parte integrante degli INSTABILI.

Mattinate e domeniche libere passate, tra uno scatolone e l’altro, a tagliare e cucire stoffe, bottoni, elastici, tutto in continua evoluzione: sembrava non esserci mai una fine! Ma quando, durante lo spettacolo, tutto è andato per il meglio, cambi super veloci compresi, è stata una grande soddisfazione personale e una grande gioia essere lì, sapendo che tutta la fatica fatta aveva dato i suoi risultati!
La spinta all’essere parte di questo progetto è stata istintiva, semplicemente nata dalla voglia di dare una mano, di rimettersi in gioco in qualcosa che non facevo più da anni.

Gli INSTABILI? Un uragano di allegra follia! Impossibile non farsi travolgere dalla bellezza di vita che si sprigiona tutta intorno.

Se siete venuti a vedere lo spettacolo lo avete visto: tutto è stato possibile perché ognuno di noi ha fatto la sua parte; solo rimanendo uniti, anche nelle difficoltà di ognuno, è stato possibile arrivare in fondo al progetto e realizzare lo spettacolo! Un sogno nel cassetto? Un progetto teatrale scritto da noi…

Al signor Verga voglio dire GRAZIE! GRAZIE per aver dedicato la sua vita alla realizzazione di un grande centro di ricerca e cura, ma soprattutto GRAZIE per i suoi dolci sguardi e le sue amorevoli carezze al cuore rivolte a noi mamme. Il giusto nutrimento per ritrovare un po’ di pace.

Se non siete riusciti a venire a vederci, non preoccupatevi, abbiamo tante repliche in programma!

Alla scoperta degli Instabili…Oscar

Oscar, papà di Federico. “Recitare nel musical del Comitato, un’emozione dopo l’altra”

Ricordo di essere stato “scritturato” dalla Fede, che conoscevo benissimo, è da una certa Rosanna….sapevo fosse una mamma del centro, amica di Gloria, mia moglie, ma nulla di più. Sono stato fermato nel salottino del Day Hospital e messo al corrente di una probabile iniziativa: la realizzazione di un musical con l’intento di raccogliere fondi a favore del comitato. Non chiesi molte spiegazioni e dissi subito di SI. D’altra parte sono una persona che si butta in qualsiasi esperienza nuova, con poca vergogna e buon spirito di compagnia. Oltre ad aver avuto un senso di “gratitudine” per il fatto di essere stato scelto tra tanti e poi mi sono detto: “ ma sii, cosa sarà mai, faccio sempre parte dello staff nei villaggi quando vado al mare….vuoi che non possa farlo per una causa molto più importante?!?!?!?”
Non sapevo e non ho saputo chi sarebbero stati gli altri “scritturati” fino alla sera del primo incontro. Non ne conoscevo molti. Oltre alle ragazze dell’ufficio del comitato, Raffaella, Martina e Federica, conoscevo Daniele dell’accettazione, Stefy, infermiera del DH e la dottoressa Fabiola Dell’acqua, che ha seguito Federico all’esordio della malattia.
Degli altri nessuno…se non di vista.
Instaurare immediatamente un ottimo rapporto con tutti è stato semplice…primo su tutti, ma perché schietto e soprattutto matto come me (….anche un po’ di più) con Alessandro e con il passare del tempo anche con tutto il resto del gruppo, rivelatosi abbastanza “matto”.
Trovare dei “BEST MOMENTS” passati in questa esperienza mi è veramente impossibile. Impossibile perché è stato un susseguirsi di emozioni sempre crescente; dai primi passi,ai primi miglioramenti, ai primi contrasti, ai nuovi arrivi nel cast, come Martina, Claudio, Agostino, subentrati in corsa. Poi ancora il momento dell’unione al corpo di ballo, nuove conoscenze come Domy, Alessandra e Marika, il dover imparare i balletti e le corografie di Simonetta. E ancora, le prime prove generali, le prove a teatro, l’ansia che cominciava a salire, un po’ di nervosismo che la seguiva ma …..ma sempre quella gran voglia di dare il meglio ed arrivare fino in fondo con il motto: vada come vada, l’importante è divertirsi…ma SOPRATTUTTO alla fine ancora tutti amici.
È importante essere alleati perché anche e soprattutto le battaglie più dure non si affrontano mai da da soli, c’è chi sta in trincea e chi ti copre le spalle… perché se è vero che da soli si va più veloci è ancor più vero che INSIEME si va lontano e quindi INSTABILI… tutta Italia ci attende con il nostro “C’è un sogno che…”.
Emozioni, luoghi e persone che rimarranno per sempre nella nostra vita; ricordi che regaleranno un sorriso ed altri che faranno scendere una lacrima.
Non bisogna mai aspettare quando si può fare qualcosa…magari non è sempre la cosa giusta ma è quella che in quel momento ti fa felice.
Ci sono i bambini e i genitori speciali che sono entrati nella nostra vita e vi sono rimasti, infermieri che sono angeli sulla terra perché, oltre alla professionalità, ci hanno avvolto nel calore della solidarietà e dell’amore sincero.
Il tempo, il supporto e l’affetto che ci sono stati donati sono state le cose più preziose.
Il Nonno Verga, come lo chiama Federico, e chi vi lavora per i nostri bambini rappresentano TUTTO QUESTO e molto di più.
Questa è solo la nostra storia, una parentesi di leucemia che, però, ha sconvolto e travolto molte famiglie e vi saremo riconoscenti se vorrete aiutarci a guarire un bambino in più!