Al via la vaccinazione anti Covid: ce lo racconta il prof. Andrea Biondi

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Il 27 dicembre 2020 è un giorno molto importante perché è stato raggiunto un grande traguardo: è iniziata la vaccinazione anti Covid. Da qui partiamo per uscire da questa Pandemia.
La 1^ somministrazione è stata fatta al personale sanitario, in Italia e in Europa, come voluto dall’Unione Europea.
Tra i partecipanti anche il nostro Prof. Andrea Biondi (Direttore della Clinica Pediatrica), che ci ha voluto dare la sua testimonianza personale e insieme informazioni come sempre chiare e utili per comprendere al meglio cosa sta accadendo.
#IOMIVACCINO

Giovanna “LÌ DOVE PIOVONO MANGHI”

Il trapianto di Lorenzo, i medici e i colleghi dell’ospedale di Asunción, il calore delle famiglie e della gente. Vi racconto il mio mese in Paraguay.

Aeroporto di Milano Malpensa, io e una valigia piena di pantaloncini e magliette siamo pronte a viaggiare. Direzione: Asunción, Paraguay. Ripenso a quando la dott.ssa Marta Verna ci propose questo progetto di Global Medicine, mille domande riempivano la mia mente: saprò essere all’altezza? Come verrò accolta? Come sarà vivere e lavorare per un mese intero in una realtà completamente diversa dalla mia?

La voglia di mettersi in gioco però era tanta, perciò non ho esitato ad accettare la proposta. E così eccomi qui, un po’ scombussolata dopo un’intera nottata di viaggio, poggio i miei piedi per la prima volta in territorio paraguayano e vengo travolta da un’onda di calore e colori. Hever, l’autista, accoglie me e il Dott. Rovelli fuori dall’aeroporto con un gran sorriso e il Tererè in mano (bevanda imprescindibile per qualsiasi paraguayano che si rispetti); in macchina non si parla d’altro che della partita di calcio che tutti attendono con ansia: Flamengo vs Olimpia.

Il tragitto verso quella che sarà “la mia casa” è costernato da manghi che in questa stagione cadono dagli alberi e invadono le coloratissime strade di Asunción. Ad accogliermi sulla porta c’è Norma, la padrona di casa, un “uragano” di positività e di energia. Dalla cucina arriva profumo di asado, che Blanca, la ragazza che lavora per Norma, ha preparato per il nostro arrivo; così ci mettiamo a tavola e tutti insieme cominciamo a mangiare come se fossimo una grande famiglia. Giusto tempo di rilassarsi un po’, ma l’indomani è già ora di mettersi al lavoro.

È il primo giorno in ospedale e la cosa mi rende molto emozionata. Fortunatamente con me c’è il Dott. Rovelli, che ormai in Paraguay è di casa, che mi guida e mi presenta all’intera equipe medico-infermieristica: alla Dott.ssa Jabibi, primaria di oncoematologia, alla Dott.ssa Talavera e alla caposala Ana.

Mi accorgo subito che c’è molto da fare e il tutto è reso più difficile, oltre che dalla barriera culturale, anche da quella linguistica: il loro spagnolo, mischiato a parole in guaranì (la lingua locale, per noi totalmente incomprensibile) è difficile da interpretare. Giorno dopo giorno, però, scavando nella storia del loro popolo imparo a comprendere il perché di tante peculiarità culturali, le differenze così si assottigliano e pure il mio spagnolo migliora!

Arriva il fatidico giorno che tutti nel reparto di Onco-ematologia aspettano: il trapianto di midollo osseo di Lorenzo, ragazzo di 12 anni affetto da anemia aplastica severa. Lorenzo è timido e introverso, le parole che regala sono sempre poche, ma per quanto riguarda i sorrisi non si risparmia mai. Vive nella parte interna del Paraguay con la mamma, il papà e la sorella (la donatrice di midollo osseo), sono una famiglia molto modesta e semplice.

Al termine della giornata, dove tutto va per il verso giusto, incontriamo fuori dalla porta del reparto il papà di Lorenzo, con gli occhi lucidi si avvicina a noi, nel suo spagnolo misto a guaranì dice che non sa come ringraziare tutti noi, ci dice che non ha soldi né regali da poterci dare, tutto ciò che può offrirci sono le sue preghiere. Quel pomeriggio torno a casa con la consapevolezza che sarà questa frase a segnare la mia esperienza in Paraguay e che porterò con me al mio ritorno in Italia.

Un mese dopo, aeroporto di Asunción, sempre una valigia piena di pantaloncini e in più una coloratissima amaca come souvenir, sempre me ma un po’ cambiata. Direzione: Milano Malpensa. Si torna al lavoro e alla solita routine, ma il viaggio non finisce qui. L’esperienza interculturale continua anche in Italia: stavolta abbiamo ospitato noi al Centro Maria Letizia Verga, nel nostro reparto Centro Trapianti Midollo Osseo Silvia, un’infermiera proveniente dal Guatemala, dove potrebbe nascere una nuova collaborazione di Global Medicine. Saremo ancora pronte a partire? Claro que si!

ASPARAGINASI, i nostri medici sempre in prima linea in Europa

Si è riunito di recente il gruppo di lavoro sugli studi dell’Asparaginasi del protocollo internazionale AIEOP-BFM ALL 2009, per la cura della leucemia linfoblastica acuta (LLA). Del gruppo internazionale fanno parte, insieme con gli altri colleghi europei, i nostri medici, dr. Rizzari e dr.ssa Colombini, uno dei nostri statistici, dr.ssa Silvestri, ed un farmacoologo dr. Zucchetti. Il gruppo di lavoro internazionale si è riunito per effettuare l’analisi dei dati farmacologici relativi all’uso della PEG Asparaginasi, che è stato utilizzato nel protocollo per la leucemia linfoblastica acuta AIEOP-BFM ALL 2009. L’incontro ha messo in evidenza una serie di informazioni che saranno utilizzate nel protocollo AIEOP-BFM ALL 2017 attualmente in uso e che si sono rivelate estremamente interessanti dal punto di vista scientifico. Il Centro di Monza con il supporto continuo del Comitato Maria Letizia Verga continua a coordinare in Italia i protocolli per la LLA e contribuisce in maniera rilevante agli avanzamenti clinici e di ricerca nel campo della farmacologia antileucemica.

1° trapianto di midollo in Paraguay

CI RACCONTA IL GRANDE TRAGUARDO RAGGIUNTO LA NOSTRA DOTT.SSA MARTA VERNA IN UNA LETTERA SCRITTA IL GIORNO DEL TRAPIANTO

Era la primavera del 2018 quando ho incrociato alle macchinette del caffè del nostro Centro Maria Letizia Verga la Dottoressa Maria Liz Benitez. Si trovava in visita, con lei era Valentino Conter. Ci siamo scambiate poche parole, lei mi ha detto che il suo sogno sarebbe stato iniziare i trapianti di midollo per i suoi bambini in Paraguay.

Sono bastati pochi minuti. E siamo arrivati ad oggi. Dopo un anno di lavoro, missioni, incontri, problemi, lezioni, training. Dopo aver ottenuto il grant My Child Matters e con l’appoggio irrinunciabile, come sempre, del nostro Comitato Maria Letizia Verga e di Aseop, che da 30 anni collabora con l’ospedale in Paraguay. Il nostro gruppo Global Medicine ha deciso di scommettere su quelle poche parole scambiate alla macchinetta del caffè. E ora mi trovo qui, fa un caldo torrido e abbiamo appena trapiantato il nostro primo paziente.

Una bimba, Cecilia, affetta da anemia aplastica severa; il suo fratellino Diego le ha donato il midollo. Ci sono stati in questi giorni momenti di tensione e emozione per me indimenticabili. La fiducia riposta da noi in loro e da loro in noi, lo stress, la fatica, la preoccupazione. Tutto il lavoro e i problemi superati per arrivare qui. Tutto si è coagulato in quella sacca di cellule staminali che ieri è stata infusa a Cecilia. Nella commozione soprattuto di chi, come la responsabile dell’emato-oncologia, la dottoressa Jabibi Noguera, per tutti Bibi, sono trent’anni che aspettava questo momento.

Molto, moltissimo resta da fare. Anzi questo è solo l’inizio. Ma, come per i migliori libri di letteratura, si sa, un buon inizio è tutto.

Novità dal Paraguay!

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Il gruppo Children Global Medicine ha vinto l’importante grant di My Child Matters (Sanofi) per il programma di start up del primo centro trapianti pediatrico di cellule staminali ematopoietiche in Paraguay.

Al via dunque le attività: dal 6 al 10 maggio si è svolto il primo corso educazionale sul trapianto, 5 giornate aperte a tutti i medici, infermieri e biologi del Paese. Discussioni, workshop e molta voglia di imparare. Il progetto coprirà un periodo di 3 anni nei quali si alterneranno training on the job da parte dei nostri medici e infermieri in loco a periodi di alta formazione in Italia del personale coinvolto.

Obiettivo: la completa autonomia del centro alla fine del triennio, per dare una chance di guarigione in più a tutti i bambini paraguayani. Hasta pronto!

Appunti di viaggio, Paraguay

15-25/11/2019

“Arriviamo ad Asuncion, la capitale del Paraguay, all’alba. Atterro con Attilio Rovelli, io vestita da hippy e lui impeccabile in camicia dopo 19 ore di volo. L’ospedale pediatrico Ninos de Acosta Nu, l’unico interamente pubblico e gratuito del paese, ci ha chiesto una valutazione del loro centro per iniziare l’attività di trapianto di cellule staminali ematopoietiche nel bambino. Visitiamo tutti gli ospedali della città, i laboratori, le banche del sangue, parliamo con le autorità, prendiamo appunti, discutiamo, dubitiamo, ci scoraggiamo, ci entusiasmiamo, studiamo, pensiamo. Camminiamo sotto lunghe tettoie all’aperto, qui gli ospedali sono tutti rivolti all’esterno, pieni di cortili e alberi di mango. I bambini che incontriamo, quelli che devono fare i prelievi, quelli che devono prendere le medicine, quelli che devono mangiare nella lunga tavolata comune, fanno esattamente ciò che devono. I bambini. E non c’è niente di più schiacciante di questa semplice osservazione, che i bambini fanno i capricci allo stesso modo in tutte le parti del mondo, per dimostrare quanto abbia senso l’essere qui, ora. Quanto questi siano nostri bambini come quelli che curiamo al Centro Maria Letizia Verga. Il tempo scivola via veloce, è già tempo di rientrare. Atterriamo a Malpensa. Il mio capo con la sua camicia nemmeno tanto sgualcita. Io felpa col cappuccio tirato su. Mi ferma la guardia di finanza. Meno male che l’abito non fa il monaco. Motivo del viaggio. Glielo spiego. Si scusano, mi lasciano andare. Sorrido.”

(Dottoressa Marta Verna)

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Breve diario di missione – Hiwa Hospital, Suleymaniah, Iraqi Kurdistan

19-27/10/2018

Dopo quasi un anno di assenza da parte dello staff internazionale siamo finalmente riusciti a tornare in Kurdistan. Da ottobre 2017 per ragioni politiche infatti non era più stato possibile ottenere i visti e abbiamo seguito i nostri colleghi tramite riunioni settimanali utilizzando una piattaforma telematica. Questa volta sono atterrata ad Erbil, e ho attraversato il deserto roccioso dell’Iraq, la strada della montagna che porta a Suleymaniah. Quella più rapida, che attraversa Kirkuk, non è considerata sicura dopo l’invasione militare da parte dell’Iraq.

Ho provato grande emozione nel ritornare in quella che ormai è una casa per noi. Oltre ad una accoglienza piena di affetto sono stata positivamente sorpresa dallo stato dell’arte che ho trovato. Ad oggi hanno effettuato 65 trapianti autologhi e 9 allogenici nell’adulto, 10 autologhi e 25 allogenici nel bambino. Il centro aferesi ha effettuato 144 raccolte di cellule staminali periferiche. Il reparto e il day hospital funzionano bene e la modalità di gestione del lavoro quotidiano sono rimaste esattamente come le avevamo impostate all’inizio.

E sì. Di tempo ne è trascorso da quanto siamo arrivati qui la prima volta. Da quando abbiamo guardato attoniti il centro trapianti divorato dalle fiamme, poi ricostruito in tempi rapidissimi. Me ne sono resa conto quando ho abbracciato Asude, la prima bambina che abbiamo trapiantato. Mi è corsa incontro dall’altro capo del corridoio, bellissima, con ancora lo zaino di scuola sulle spalle. Sta bene, i capelli nero-blu che stanno crescendo, il sorriso che ricordavo.

Eppure, nonostante i nostri colleghi curdi siano stati in grado di portare avanti il lavoro, avverto chiaramente che hanno ancora bisogno di noi. Dobbiamo affrontare insieme la sfida del trapianto aploidentico, quello da genitore. Un trapianto difficile. Ma in questi luoghi non avranno mai accesso alla banca mondiale dei donatori di midollo e non tutti i pazienti hanno la fortuna di avere un fratello compatibile. Perciò questo deve essere il nostro prossimo traguardo. Per permettere loro di curare il maggior numero di bambini possibile.

Al termine della mia missione ho ripreso la strada delle montagne. Nel mezzo di una tempesta di sabbia, che entrava in gola, i contorni delle rocce sparivano e si confondevano col giallo del cielo. La nebbia del Medio Oriente, delle terre di mezzo. Per un istante mi è sembrato di essere nella mia, di nebbia, quella della pianura padana. Ma è stato solo un attimo, e sono subito ritornata in questa terra. Ci siamo fermati a bordo strada, le teiere dorate fumavano accanto al fuoco. Abbiamo bevuto un tè bollente. E via verso casa.

Una vita professionale spesa “per guarire un bambino in più”

IL DR. JANKOVIC E IL DR. CONTER
DIVENTANO SOCI ONORARI DELL’ AIEOP

Il Dr. Valentino Conter e il Dr. Momcilo Jankovic sono stati nominati Soci Onorari dell’AIEOP, Associazione Italiana di Ematologia ed Oncologia Pediatrica. Un riconoscimento importante che viene assegnato ogni anno ai pediatri onco-ematologi che durante la loro carriera si sono particolarmente distinti nell’aver dato un rilevante contributo alla crescita di questa importante Società Scientifica, riferimento italiano per la cura dei tumori che colpiscono bambini e ragazzi. La premiazione è avvenuta durante le Giornate AIEOP di Riccione, che si sono da poco concluse.

Oggi, dopo parecchi anni trascorsi “in prima linea” e dopo aver quindi lasciato l’attività clinica, entrambi continuano a svolgere, anche se a tempo parziale, importanti attività all’interno del nostro Centro: il Dr. Conter collabora alla gestione deiprotocolli di terapia della leucemia linfoblastica acuta e alla realizzazione dei progetti di cooperazione con i paesi a risorse limitate, mentre il Dr. Jankovic svolge l’attività di coordinamento e responsabilità dell’area psico-sociale.

Il Dr. Jankovic e il Dr. Conter , per anni, sono stati responsabili, rispettivamente, del nostro Day Hospital e del nostro reparto di Ematologia Pediatrica, oggi diretti rispettivamente dalla Dr.ssa Balduzzi e dal Dr. Rizzari. Proprio quest’ultimo, a nome dei colleghi impossibilitati a essere presenti a Riccione, ha ritirato le targhe attestanti le onorificenze ricevute, segno di un forte legame senza soluzione di continuità che unisce tutti i nostri medici, sempre impegnati “per guarire un bambino in più”.

AIEOP 2018: il nostro Centro sempre in prima linea

GIORNATE AIEOP, RICCIONE 2018:

IL NOSTRO CENTRO SEMPRE IN PRIMA LINEA

Il Centro Maria Letizia Verga si riconferma ai massimi livelli nazionali nell’impegno al progresso dell’Emato-Oncologia Pediatrica italiana, grazie al contributo dei suoi medici e all’elezione di due di loro in ruoli chiave dell’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica (AIEOP), la più importante realtà italiana che riunisce i centri di Ematologia e Oncologia Pediatrica con l’obiettivo di sviluppare le attività diagnostiche e terapeutiche dei bambini e dei ragazzi malati.

Durante le Giornate AIEOP di Riccione, tenutesi nei giorni 12 e 13 novembre 2018, la Dr.ssa Adriana Balduzzi, responsabile del nostro Day Hospital, è stata infatti eletta componente del Consiglio Direttivo AIEOP per il triennio 2019-2021.

Il Dr. Carmelo Rizzari, responsabile del nostro reparto di Ematologia Pediatrica, è stato eletto coordinatore del Gruppo di Lavoro AIEOP per la Leucemia Linfoblastica Acuta, dopo aver chiuso il precedente mandato triennale (2017-2019) come componente del Consiglio Direttivo AIEOP e i due precedenti mandati triennali (2015-2017 e 2017-2019) come Coordinatore del Gruppo di Lavoro AIEOP sui Nuovi Farmaci.

Ematologia pediatrica del Centro MLV

RIFERIMENTO NAZIONALE DI COORDINAMENTO
PER LE NUOVE TERAPIE CONTRO LEUCEMIA E LINFOMI

L’ Ematologia Pediatrica del Centro Maria Letizia Verga, cuore del consorzio MIMOSA-MIlano MOnza Scientific Alliance (insieme con l’Oncologia pediatrica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano), è stata riconfermata dal Consorzio Europeo ITCC (Innovative Therapies in Children with Cancer- Terapie Innovative nei Bambini con Tumore) in un ruolo decisivo, quello di National Coordinating Center (NCC – Centro di Coordinamento Nazionale), quindi punto di riferimento italiano nell’autorizzazione, nel coordinamento e nella gestione di studi clinici con farmaci antitumorali e antileucemici innovativi.

I clinical trials (cioè i cosiddetti studi clinici) sono dei percorsi di cura sperimentali e all’avanguardia condotti a livello nazionale e internazionale solamente in centri selezionati e accreditati per esperienza, strutture e personale; il ruolo del coordinamento italiano assegnato a Monza (e Milano) è stato raggiunto dalla nostra Ematologia Pediatrica grazie agli importanti studi clinici effettuati, al notevole reclutamento di pazienti e all’elevata qualità dei dati raccolti.

Un risultato frutto di un prezioso lavoro in team tra personale medico e infermieristico dell’Ematologia Pediatrica, biologi e tecnici del Laboratorio Tettamanti, personale della Clinical Trial Unit, Comitato Verga e Fondazione MBBM. Per ampliare i confini della clinica e guarire sempre più bambini.