Le nostre infermiere premiate al GITMO 2018

Si è tenuta a Bologna il 15 maggio la riunione nazionale GITMO 2018 (Gruppo Italiano per il Trapianto di Midollo Osseo, cellule staminali emopoietiche e terapia cellulare).

In questa occasione è stato consegnato a 110 infermiere il premio GITMO hi-fi, ossia il premio fedeltà per aver lavorato almeno da 25 anni consecutivi in ematologia pediatrica e CTMO. Tra le premiate anche 5 nostre infermiere del Centro Maria Letizia Verga:
-Claudia Negri: referente infermieristica ematologia pediatrica e CTMO
-Annamaria Proserpio: referente infermieristica DH ematologico
-Stella Angela Buscaini: infermiera pediatrica dell’ematologia pediatrica e CTMO
-Isabella Cesana: infermiera pediatrica dell’ematologia pediatrica e CTMO
-Sonia Colombo: infermiera dell’ematologia pediatrica e CTMO

Bravissime!

Si è ampliato il gruppo monzese in Kurdistan, 3 nuove infermiere in arrivo

Kurdistan
L’implementazione dell’attività trapiantologica presso l’Hiwa Cancer Hospital, Sulaymania, procede! Dalla sua apertura, il Centro Trapianti di Midollo Osseo (CTMO) ha consentito di trapiantare 37 pazienti: 29 adulti e 7 bambini.

Il gruppo monzese si è ampliato! Tre nuove infermiere dell’Ematologia Pediatrica/CTMO si sono unite: Giulia De Riso, Laura Russo e Valentina Panzetti sono partite o partiranno per Sulaymania per continuare la formazione degli infermieri.

Il gruppo infermieristico curdo è molto partecipe, curioso e motivato. Lavorare con loro ed insegnare sempre cose nuove dà grande soddisfazione. Chi di noi è tornato a Sulaymania dopo quasi 10 mesi ha subito osservato notevoli miglioramenti ed una buona autonomia nella gestione delle attività più routinarie e di quotidiana gestione in un CTMO: l’emozione è stata forte!

Per questo abbiamo deciso di proporre al gruppo delle sfide ancora più impegnative: il gruppo locale ha preso parte ad un corso di rianimazione cardio-polmonare (BLSD) e a settembre, grazie alla partenza della dott.ssa Moretto da Monza, vi sarà una formazione ad hoc sull’uso della CPAP in reparto, cosa del tutto nuova e all’avanguardia per il contesto curdo. A partire dal mese di maggio 2017, inoltre, è stato identificato un gruppo di 4 infermieri curdi da formare al posizionamento dei PICC: in due settimane di formazione, sono stati inseriti 6 PICC, uno dei quali da parte del team curdo in autonomia.

Questa è una attività molto apprezzata dagli infermieri curdi che darebbe grandi benefici a tanti pazienti in cura presso il CTMO e l’intero ospedale. Per questo, l’attività formativa in questo senso verrà intensificata per rendere il personale curdo autonomo e capace nel minor tempo possibile. Vi terremo aggiornati!

Leggete l’articolo di EBMT

Marta Canesi

Alleati, battiamo le leucemie. Parla il “pioniere” Masera: più di 80 su 100 oggi ce la fanno

Masera

Nelle giornate AIL dedicate alla ricerca contro i tumori del sangue Giannella Channel ha intrapreso un viaggio nel pianeta salute incontrando il numero uno nel campo dell’ematologia infantile: “Negli anni Sessanta gli oncologi si sentivano impotenti contro il sangue bianco, poi la nuova combinazione di farmaci e la stretta collaborazione coi genitori si sono rivelati vincenti”.

Giuseppe Masera, nato a Busto Arsizio (Varese), 79 anni fa, ha vissuto un quarto di secolo come direttore della Clinica pediatrica dell’Università Milano Bicocca presso l’ospedale San Gerardo di Monza dove, nel 2009, ha passato il testimone ad Andrea Biondi.

Anni segnati da successi, ma anche dal ricordo di chi non è guarito. Tanti. Nostalgici e dolorosi ricordi di piccoli grandi eroi, gradini di una scala che ha portato ai risultati attuali. Un nome per tutti: 1979, Maria Letizia. Papà Giovanni e mamma Marilisa sublimano l’immenso dolore in un impegno per assicurare la guarigione al maggior numero possibile di bambini colpiti dalla leucemia. Nasce il Comitato “Maria Letizia Verga” che da allora ha sostenuto le iniziative di Masera e colleghi (Cornelio Uderzo, Vantino Conter, Momcilo Jankovic, Mario Rossi e Andrea Biondi). Da non dimenticare la straordinaria partecipazione di 30 mila genitori, amici e volontari.

L’investimento a favore della ricerca e dei laboratori specializzati sorti a Monza negli ultimi 30 anni, grazie anche all’intervento della Fondazione Tettamanti, è di oltre 40 milioni di euro. Fondazioni, enti pubblici e privati e tanta solidarietà per trovare i mezzi capaci di trasformare l’utopia in sogni prima e poi in realtà.

Sono convinto che lavoro, denaro, ricerca, organizzazione, siano gli elementi base per risolvere i nostri problemi. Solo potendo risolvere l’equazione di questi dati potremo avere un’équipe sempre migliore e così dare ai nostri bambini possibilità maggiori, tanto da poter dire ai nuovi sfortunati: sì, è un avversario terribile, ma siamo pronti, possiamo combatterlo e può essere vinto. Di leucemia si può guarire

Il Dott. Jankovic premiato con il Giovannino d’Oro

Giovannino d'Oro Jankovic

Un riconoscimento ottenuto per la sua grande professionalità, ma anche per ciò che ha saputo dare alla città di Monza. Si è tenuta sabato 24 giugno la cerimonia di consegna dei “Giovannini d’Oro”. Quest’anno la prestigiosa onorificenza è stata consegnata anche al Dott. Momcilo Jankovic. Medico dei bambini, direttore fino alla pensione del Day Hospital di Ematologia Pediatrica al San Gerardo di Monza e membro del Comitato Maria Letizia Verga: Jankovic è “un’eccellenza incredibile della nostra città“, ha dichiarato il sindaco Roberto Scanagatti. Il riconoscimento va a lui, che si inginocchia quando parla con un bambino malato, e alla sua equipe che ogni giorno lotta per salvare le vite dei più piccoli. “Dedico questo riconoscimento a tutti coloro che mi hanno accompagnato in questi anni” ha dichiarato visibilmente commosso il Dott. Jankovic.

Pediatric Simulation Games, podio per l’Università Milano-Bicocca

Pediatric Simulation Games

3° posto ai Pediatric Simulation Games per gli Specializzandi dell’Università Milano-Bicocca!  Valeria Cavalleri, Francesco Peia, Martina Saruggia, Francesco Saettini, Mariella D’Angiò, Elena Arosio e Francesca Musto, ha affrontato e battuto nell’ordine le squadre di Catanzaro, Novara e Padova.

I Pediatric Simulation Games, o Olimpiadi dell’Emergenza Pediatrica, si sono svolti a Roma dal 8 al 11 giugno presso il Policlinico Umberto I, Università La Sapienza.

L’idea è nata dalla SIMEUP (Società Italiana di Medicina di Emergenza e Urgenza Pediatrica) con la Scuola di Specializzazione in Pediatria dell’Ateneo romano, in collaborazione con Cequam (Centro di Ricerca per la Valutazione della Qualità in Medicina e Medicina di Genere), SIP (Società Italiana di Pediatria), ONSP, SIAIP, SINP, SIMRI.

La partecipazione è stata di 32 Scuole di Specializzazione in Pediatria, che hanno iscritto oltre 200 giovani medici specializzandi. Proprio come in un torneo calcistico, i giochi sono stati organizzati con sfide ad eliminazione diretta.

La giuria è stata formata da tre colleghi nord americani con una comprovata esperienza nella realizzazione di programmi di simulazione per l’assistenza al bambino critico:
– Prof.ssa Monika Kleinman: Boston Children’s Hospital;
– Prof. Allan R de Caen: Stollery Children’s Hospital Edmonton;
– Prof. Marc Berg: University of Arizona.

Le sfide si sono svolte in una sala allestita come vera e propria sala di Pronto Soccorso (un manichino ad alta tecnologia, monitor per i parametri vitali, defibrillatore, carrello delle dei farmaci…) e diversi gli scenari che sono stati proposti proposti (vari tipi di shock, arresto respiratorio, arresto cardiaco, trauma…).

Un saluto dalla nostra infermiera e neo-mamma Valentina Villa

valentina villa

Ciao a tutti!

Tra poco tempo terminerà il periodo della mia assenza dal lavoro per la nascita del mio bimbo; il mio rientro però non sarà in Ematologia Pediatrica, ma purtroppo sarò assegnata ad un’altra destinazione che ancora non conosco perché richiamata dall’Ospedale San Gerardo.

Probabilmente non avrò modo di incontrare molti di voi, ma era mio desidero scrivere un pensiero per salutarvi e ringraziarvi. Ripenso a questi undici anni e nella mia mente scorrono le immagini di un’esperienza incredibile che non dimenticherò mai. Ho sempre pensato di aver trovato il mio piccolo posticino in Ematologia, un posticino dove svolgere il mio lavoro con amore e passione esprimendo anche un pochino di me.

Porterò con me una grande valigia piena di emozioni, incontri, il ricordo del sorriso e degli occhi di ogni bambino e ragazzo che ho incontrato e del viso preoccupato e nello stesso tempo speranzoso dei loro genitori. Grazie a voi ho potuto vedere la vita con occhi nuovi ed ora che sono mamma anch’io, comprendo ancor meglio tante cose. Grazie!!!

Porterò con me il privilegio di aver lavorato in un’equipe multidisciplinare eccezionale: medici strutturati e specializzandi, capo sale, referenti, personale di supporto, assistenti sociali, tecnici di laboratorio, personale amministrativo, volontari, animatori… tutti, senza dimenticare proprio nessuno.

Un ringraziamento speciale va ai miei colleghi infermieri: siete persone straordinarie, mi avete insegnato tantissimo professionalmente e mi avete arricchito immensamente a livello personale. Grazie per tutto ciò che abbiamo condiviso. Grazie!!! Sarà davvero difficile per me lasciare tutto questo… davvero davvero molto difficile…. Ciao a tutti!

Con stima e affetto

Valentina Villa

Il dono e la forza della vita

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Sabato 21 gennaio 2017, nell’affascinante scenario dell’auditorium di Morbegno (So), il dottor Carmelo Rizzari ha tenuto una memorabile lezione di fronte ad un pubblico numeroso e attento.

All’incontro, promosso dal Liceo Nervi-Ferrari con la collaborazione dei volontari ADMO e dei genitori del Comitato Maria Letizia Verga, hanno partecipato più di duecento liceali (quarte e quinte dell’Istituto), accompagnati dai loro docenti e dalla Dirigente scolastica, prof.ssa Giuliana Zuccoli.

Il dottore ha saputo catturare la platea illustrando, con simpatia, straordinarie capacità oratorie e l’ausilio di slide e filmati, le varie problematiche, sia scientifiche che psicologiche, inerenti le patologie emato-oncologiche in età pediatrica ed adolescenziale. Con grazia e chiarezza, ha portato per mano i ragazzi ad esplorare gli ambienti del nuovo Centro Maria Letizia Verga, li ha empaticamente coinvolti nel cogliere la sofferenza dei piccoli malati e ha trasmesso loro passione e slancio verso il prossimo.

Si è poi soffermato sulle modalità di espianto del midollo osseo, sottolineando come l’apparente piccolo gesto della donazione sia in realtà qualcosa di incredibilmente grande: donare se stessi per un’altra persona che, grazie ad un dono spontaneo e generoso, può tornare a vivere.

Una scelta libera e coraggiosa, quella di iscriversi al registro nazionale dei donatori ADMO: una scelta che è un dono non solo per il ricevente, ma anche per chi la effettua. Lo hanno spiegato bene due donatori presenti all’incontro: Sarah, docente dello stesso Liceo, e Piero, universitario 24enne (“realizzare di essere io la persona giusta al 100% per ridare speranza ad un’altra persona è qualcosa di impagabile”, ha detto Piero).

E quanto sia bello ricevere questo dono lo hanno ribadito con forza le giovani e grintose trapiantate Jessica e Giulia: non hanno parlato in tedesco alla platea, ma ancora ringraziano quei due sconosciuti teutonici che alla domanda “Hai tu midollo?” hanno risposto un sì convinto. Poi è stato il turno di Benedetto che ha letto una commovente lettera-ringraziamento del suo amico Riccardo, altro giovane trapiantato che ha ritrovato il sorriso in virtù della generosità altrui.

Di tutte le emozioni di questa straordinaria mattinata, ci ha particolarmente colpito la slide in cui il dottore, per spiegare come il midollo si rigeneri dopo il trapianto, ha usato l’immagine di un innesto, che a noi è parso un abbraccio caldo e confortevole, un’immagine bellissima di solidarietà: quella solidarietà che dovrebbe sempre albergare in tutti i cittadini perché, come dice Saba in una sua poesia, il dolore è eterno, ha una voce e non varia. Le stesse parole del nostro dottore (ormai lo sentiamo un po’ così) che ha detto “la malattia e il dolore non hanno passaporto”.

Una lezione di vita indimenticabile per la Dirigente Scolastica, il corpo docente, gli studenti e i genitori in sala: per questo vogliamo ancora una volta ringraziare il dottor Rizzari, la cui professionalità va di pari passo con la sua incredibile umanità.

Migliore presentazione orale del congresso AIEOP ad una nostra studentessa di dottorato

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Il congresso AIEOP è anche un importante momento di confronto sui più recenti progetti di ricerca sviluppati a livello nazionale nell’ambito delle malattie emato-oncologiche pediatriche. La presentazione orale di Ilaria Michelozzi (terza da destra nella foto), studentessa di dottorato all’interno dell’unità diretta da Marta Serafini, è stata selezionata dalla commissione scientifica come la migliore del congresso. Questo progetto, svolto a quattro mani da Ilaria Michelozzi e Alice Pievani, ha permesso di investigare il ruolo del microambiente midollare nella anemia aplastica (una malattia caratterizzata dall’insufficiente produzione nel midollo osseo di cellule del sangue), utilizzando un raffinato modello di nicchia midollare. Lo studio, che è frutto di una proficua collaborazione fra medici e ricercatori del nostro centro, è stato recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale British Journal of Haematology.

Un grande contributo del gruppo di Monza al “Childhood leukemia symposium” di Atene

La tradizione biennale del Childhood Leukemia Symposium (Simposio sulle Leucemie Infantili, abbreviato CLS,) è stata iniziata fin dalla fine degli anni ’90 a Hannover, Germania. Dal 2004, questi simposi sono stati interconnessi con le riunioni dell’International BFM Study Group (il CLS ha luogo ogni due anni), gruppo cui da oltre 30 anni aderisce il Centro di Monza e nell’ambito del quale sono stati e sono tuttora condotti numerosi studi internazionali nell’ambito delle leucemie pediatriche.

Il CLS offre una opportunità unica per discutere gli ultimi progressi nella leucemia infantile in un forum aperto agli ematologi ed oncologi pediatri di tutto il mondo. Il Simposio ha una struttura congressuale composta da multiple sessioni contenenti numerose presentazioni orali, relazioni su invito di massimi esperti del settore, comunicazioni libere e sessione poster. E’ un convegno particolarmente importante nell’ambito della comunità internazionale pediatrica emato-oncologica e ciò è dimostrato dagli oltre 400 partecipanti di quest’anno provenienti da oltre 30 paesi diversi appartenenti a tutti i continenti.

Un grande palcoscenico quindi per le attività scientifiche del nostro Centro. Quest’anno il CLS si è svolto al Centro Congressi chiamato Megaron, Atene dal 25 al 26 Aprile. Nel corso del simposio sono stati presentati i più recenti avanzamenti nel campo della diagnosi, terapia e del supporto in ambito leucemico pediatrico. Il gruppo italiano ha visto numerosi contributi ed il Centro di Monza in particolare è risultato quello più apprezzato tra quelli presenti sia a livello italiano che internazionale vuoi per la quantità dei contributi vuoi per la qualità degli oratori e delle presentazioni.

Un sentito grazie va necessariamente indirizzato al Comitato Maria Letizia Verga che con il suo generoso supporto consente da numerosi decenni che le iniziative scientifiche in ambito oncoematologico pediatrico, sia a livello biologico che clinico che psicosociale, continuino ad essere numerose e di eccellente qualità. Tale supporto continua inoltre ad aiutare tutti noi medici, biologi, infermiere, tecnici, assistenti sociali, psicologhe, volontari, pazienti e famiglie, a credere nell’obiettivo di guarire sempre più pazienti, oggi più che mai sotto l’egida del motto che ci contraddistingue dal momento del trasferimento presso la nuova palazzina denominata “Centro Maria Letizia Verga per lo studio e la cura della leucemia del bambino”: “Cura Ricerca ed Assistenza: Insieme”.

Dr. Carmelo Rizzari, responsabile del reparto di Ematologia Pediatrica

Immagini derivate dal CLS di Atene:

I dettagli del simposio possono essere visti in lingua inglese all’indirizzo web http://www.ibfm2016.org/

Di seguito i numerosi contributi del gruppo di Monza al CLS di Atene:

Sessione 1: Acute Lymphoblastic Leukemia – Novel findings in disease characteristics

CRLF2 Over-expression is a poor prognostic marker in children with high risk T cell Acute lymphoblastic leukemia. Palmi, Chiara (Monza, Italy)

Towards RNA-based Next Generation Sequencing Target capture for research and clinical diagnostics in childhood B-Cell precursor Acute lymphoblastic leukemia. Fazio, (Monza, Italy)

Predictive value of MRD in Ph+ ALL treated with Imatinib in the EsPhALL study. Cazzaniga, Gianni (Monza, Italy)

Preclinical evaluation of an improved Sleeping beauty Transposon Platform for acute leukemia immunotherapy by Chimeric Antigen Receptor modified lymphocyte. Magnani, Chiara Francesca (Monza, Italy)

Sessione 2: Acute Myeloid Leukemia, Myelodysplastic Syndromes: Diagnostic and clinical insights

Balance of Anti-CD123 Chimeric Antigen receptor (CAR) binding affinity and density in an in vitro model of Acute Myeloid Leukemia. Arcangeli, Silvia (Monza, Italy)

“I linfociti T ingegnerizzati per esprimere i Recettori Chimerici per l’Antigene (CAR) rappresentano un approccio terapeutico innovativo e promettente, attualmente oggetto di un’attenta valutazione preclinica anche per il trattamento della Leucemia Mieloide Acuta (LMA). In questo contesto, il nostro gruppo ha recentemente sviluppato un CAR diretto contro l’antigene CD123, overespresso sulla superficie di blasti leucemici e cellule staminali leucemiche. Tuttavia, il potenziale riconoscimento di tessuti sani, debolmente positivi per l’antigene CD123, attraverso l’effetto noto come “on-target off-tumor”, limita molto la sicurezza dell’impiego di linfociti T redirezionati con il CAR in clinica. Pertanto, nell’ambito di ottimizzare il processo di CAR design, abbiamo valutato l’effetto di alcune variabili in grado di modulare i profili funzionali delle cellule T CAR positive, in modo estremamente dipendente dal contesto, quali l’affinità di legame del CAR per l’antigene target, l’espressione del CAR ed infine la densità dell’antigene target.

Allo scopo di studiare queste variabili in assenza di altri elementi che possano interferire nella loro valutazione, abbiamo sfruttato strumenti di modellistica molecolare, al fine di disegnare delle mutazioni nella porzione di legame all’antigene del CAR anti-CD123, in grado di alterare la densità del CAR e la sua affinità di legame, senza modificare l’intera struttura del CAR design.

Grazie a questo approccio integrato, siamo stati in grado di definire sia una soglia “litica”, che una soglia di “attivazione” cellulare, da parte dei linfociti T CAR positivi, mostrando come, al contrario della funzione precoce di citotossictà, che non viene alterata nè dall’espressione del CAR, nè dalla sua affinità, le funzioni effettrici tardive vengono compromesse da una bassa espressione ed una bassa densità del CAR. Inoltre, siamo stati in grado di osservare un bilancio promettente tra i profili di efficacia e sicurezza di cellule T ingegnerizzate con il mutante a più bassa affinità, in risposta ai target con diverse e più basse densità antigeniche. In conclusione, la piena dissezione di tutte queste variabili, offre un livello  di conoscenza aggiuntivo per applicare una strategia di CAR design appropriata, nell’ambito della costruzione di un CAR anti-CD123 per il trattamento della LMA”.

Sessione Poster:

Coordinatori: Conter, Valentino (Monza, Italy) & Campbell, Myriam (Santiago, Cile).

Reinduction treatment for intermediate risk childhood acute lymphoblastic leukemia (ALL) treated with the AIEOP-BFM ALL 2000 protocol: results of a randomized trial. Conter, Valentino (Monza, Italy)

Isolation and Characterization of Mesenchymal Stromal Cells Derived from Paediatric Patients with B Acute Lymphoblastic Leukemia. D´Amico, Giovanna (Monza, Italy)

BAFF-Receptor is expressed both at diagnosis and relapse in childhood B-Cell Precursor Acute Lymphoblastic Leukemia. Fazio, Gracia (Monza, Italy)

Measurement of Minimal Residual Disease in Acute Lymphoblastic Leukemia by Flow Cytometry: Concordance with PCR and Sensitivity can be Improved by Increasing the Total Number of Acquired Cells. Gaipa, Giuseppe (Monza, Italy)

Dyslipidemia during the treatment with native or Pegylated E. coli Asparaginase and steroids in children with ALL treated with the AIEOP-BFM ALL 2000 and 2009 protocols: a single center experience. Rizzari, Carmelo (Monza, Italy)

Dissection and in vitro blockade of Signaling Pathways in Pediatric CRLF2 rearranged B-Cell Precursor Acute Lymphoblastic Leukemia (BCP-ALL). Gaipa, Giuseppe (Monza, Italy)

BET Inhibitor As a Novel Therapeutic Approach For The Treatment of MLL-rearranged Infant Acute Leukemia. Cazzaniga, Gianni (Monza, Italy)

Sessione 3: Refractory Leukemia and Miscellaneous

Lack of BCR-ABL1 mutations and clonal evolution dynamics in pediatric Ph+ ALL patients resistant/refractory to Imatinib treatment. Cazzaniga, Gianni (Monza, Italy)

In Iraq per dare vita al primo centro di trapianto di cellule staminali ematopoietiche del paese

Hiwa Hospital di Suleymania

Progetto di start-up di un centro di trapianto di cellule staminali ematopoietiche a Suleymania, regione autonoma del Kurdistan, Iraq

Check in di Milano Malpensa. Dopo 6 mesi di preparazione di questa prima missione appoggio la valigia sul rullo, finalmente ci siamo. La signorina della Turkish Airlines mi sorride, poi guarda la mia destinazione e diventa seria. – Per entrare in Iraq serve il visto. Lei non può partire -. Sbianco, dentro di me penso che all’interno del gruppo abbiamo affrontato il tema “visto” almeno 100 volte e tutte e 100 mi era stato risposto che non era necessario. Mando un messaggio non propriamente gentile al logista, quando la signorina attira nuovamente la mia attenzione dicendomi che è tutto a posto, niente visto. Sorrido io questa volta, mentre guardo la mia valigia che si avvia sul nastro trasportatore.

Così sono riuscita ad arrivare a Suleymania. Insieme a me un gruppo di ematologi, biologi, infettivologi, tecnici di laboratorio, infermieri da tutta Italia. Obiettivo: 10 mesi di tempo per accompagnare l’Hiwa Hospital, centro emato-oncologico di buon livello, nell’avvio del trapianto di cellule staminali ematopoietiche. Il primo centro in tutto l’iraq, un paese in guerra da sempre. Un progetto formativo, ambizioso ma sostenibile perché basato sull’impiego di risorse locali.

La nostra Clinica Pediatrica, grazie all’appoggio del Prof.Biondi, ha deciso di aderire a questa cordata di centri italiani ed europei supportando fortemente il progetto con la disponibilità di medici e infermieri a fare formazione e affiancamento al personale locale. L’idea è nata da una Onlus romana, ICU (Istituto per la Cooperazione Universitaria Onlus) che ha vinto un bando del Ministero per gli Affari Esteri sull’emergenza sanitaria nel Kurdistan Iracheno. Il continuo incremento di patologie ematologiche legato anche all’enorme affluenza di rifugiati iracheni e siriani ha reso infatti stringente la necessità di fornire il paese di un centro trapianti, laddove attualmente i pazienti vengono dirottati in India e Giordania con enormi costi sanitari. Il finanziamento è in parte in carico al governo curdo e in parte al nostro.

L’adesione così generosa del nostro Centro va senz’altro ricondotta da una parte alla lunga tradizione di cooperazione che lo contraddistingue e dall’altra, in questo caso specifico, anche al legame affettivo che lega diverse persone della nostra Ematologia ad un bambino proprio di Suleymania che è stato curato qui a Monza, il cui padre sta dando un contributo fondamentale nel supportare questo progetto così prezioso per il suo paese.

Dicevo, così sono riuscita ad arrivare a Suleymania. Sole, colline verdi senza alberi, strade trafficate, edilizia lasciata a metà da quando è crollato il prezzo del petrolio. Un paese che sembrava diventare ricco e che improvvisamente si è ritrovato povero come prima. Un paese lasciato a metà, come se tutti si fossero alzati in fretta da tavola senza sparecchiare.

hiwa hospital suleymania

I primi 12 giorni sono stati dedicati ad un corso formativo sul trapianto, più di 40 ore di lezione tutte faticosamente preparate nei mesi precedenti la missione. Il primo giorno eravamo timorosi, non sapevamo chi avremmo trovato e se sarebbero stati interessati, collaborativi, diffidenti. All’ultimo giorno le lezioni duravano ormai tutte più del previsto per le troppe domande e il dibattito animato. Alla consegna dei diplomi arrivarono inaspettatamente le televisioni e fece la sua comparsa il Ministro della Salute. Quel giorno cominciammo a credere che forse il progetto davvero potesse decollare.

Da quel pomeriggio sono trascorsi altri pomeriggi, alcuni buoni, altri sconfortanti. Il gruppo di volontari internazionali si sta alternando in loco e tutti ci teniamo in contatto quotidiano. Ciascuno di noi porta avanti il proprio lavoro anche da casa e tutti torneremo lì per continuare. Dal nostro Centro oltre a me per il momento dovrebbero partire Attilio Rovelli, che in tutto questo tempo ha sempre supervisionato il mio lavoro, e tra le infermiere  Marta Canesi, Gloria Ciabatti e Chiara Broggi.

Potremmo fallire. Assolutamente sì. Invece magari tutto andrà bene. Come direbbero a Suleymania, Inshallah!