Sport Therapy

L’allenamento costante e personalizzato è in grado di migliorare la resilienza nei bambini/ragazzi affetti da malattie onco-ematologiche (leucemie e linfomi) sottoposti a trattamento farmacologico.

Il progetto, partito ad aprile 2017 grazie alla collaborazione tra emato-oncologi del Centro Maria Letizia Verga e medici dello sport dell’Università di Milano-Bicocca, prevede uno speciale programma di allenamento e riabilitazione motoria studiato ad hoc per bambini e ragazzi in terapia oncologica.

PRIMA FASE DELLA RICERCA

(quadrimestre aprile/luglio 2017):

Prima di cominciare gli allenamenti i bambini/ragazzi partecipanti sono stati sottoposti a test di valutazione funzionale da parte del medico sportivo, il test è poi stato ripetuto a luglio, al termine del periodo di allenamento intensivo. I dati risultanti dalla analisi hanno mostrato che questo allenamento migliora la tolleranza all’esercizio e la qualità della vita.

MATERIALI E METODI

Ogni bambino è stato dotato di una scheda di allenamento personalizzata per le attività svolte e le eventuali problematiche riscontrate. Ogni allenamento è stato fatto eseguire dallo scienziato motorio, sotto indicazione e supervisione del medico dello sport, e ha avuto una durata di 50’, ripartiti in 20’ di aerobico, 20’ di strenght, 5’ equilibrio, 5’ articolaristà/flessibilità. 2 sedute a settimana obbligatoriamente da svolgere nella palestra del centro MLV, 1 poteva essere eseguita a casa, sotto supervisione del care giver, precedentemente istruito.

La frequenza richiesta per essere inclusi nell’analisi dati è stata del 70%.

La quantità e tipologia di esercizio previsto ha rispettato le indicazioni della ACSM (american college of sport medicine) 2011.

Pazienti FRAGILI: esercizi adeguati al grado di compromissione del singolo bambino.

I NUMERI

47 partecipanti per oltre 500 sessioni di allenamento divisi in gruppi a seconda dell’età e della fragilità fisica:
  • 19 di loro hanno svolto più del 70 % degli allenamenti, tre volte la settimana, per un totale di 386 sedute;
  • 5 partecipanti del gruppo ‘fragili’ sono stati impegnati in 24 allenamenti;
  • 9 partecipanti del gruppo ‘piccini’- dai tre ai sette anni hanno svolto 54 sedute di attività ludica-motoria e/o trattamento osteopatico.
  • 10 partecipanti del gruppo ‘trapiantati’ si sono allenati in reparto, in camera con kit di attrezzi dedicati

ANALISI RISULTATI

Il 100% dei partecipanti ha migliorato la propria prestazione in termini di tempo impiegato nell’esecuzione del test TUDS, con un miglioramento medio di oltre 1 secondo.

Il tempo impiegato per singolo gradino al T1 (0,58 sec) è paragonabile a quello che in letteratura è stato fatto registrare da controlli di pari età sani.
Correlazione statisticamente significativa tra età e tempo impiegato nel TUDS. Il test è stato eseguito in sicurezza anche dai gruppi LITTLE KIDS e FRAGILI.
Nel gruppo FRAGILI tuttavia questa correlazione età-tempo non viene rispettata per il fatto che le terapie aggressive e le possibili complicanze compromettono lo sviluppo motorio.

CONCLUSIONI

Il progetto SPORT THERAPY ha dimostrato di essere applicabile a bambini/e e ragazzi/e a un anno dal termine di terapia per patologie emato-oncologiche (leucemie e linfomi). La durata e la frequenza di allenamenti previsti hanno determinato miglioramenti significativi:

  • capacità aerobiche
  • forza
  • coordinazione oculo-manuale
  • velocità di reazione
  • efficienza dei sistemi di controllo motorio
  • efficienza dei sistemi di trasporto e utilizzo dell’O2

l miglioramento è stato inoltre verificato anche sulla qualità di vita, che è migliorata grazie ai progressi fisici e psicologici. Si è potuto constatare anche un evidente miglioramento delle relazioni interpersonali.

SECONDA FASE DELLA RICERCA

(settembre/dicembre 2017):

PROSPETTIVE

Nella seconda fase della ricerca da settembre a dicembre 2017 la SPORT THERAPY è rivolta a: Coinvolgere nuove fasce di popolazione

a) pazienti in fase di trattamento: sono stati presi in carico bambini e ragazzi durante le fasi di induzione e di mantenimento della terapia;

b) pazienti riceventi trapiantato di midollo osseo, sin dal giorno zero della procedura di trapianto.

Includere nuove variabili nella misurazione

Il progetto futuro è specificatamente strutturato con l’obiettivo di ottenere miglioramenti anche nelle variabili: forza esplosiva, massima forza isometrica, equilibrio.

Introdurre insegnamento di 3 gesti tecnici

golf, arrampicata sportiva e calcio.

Viene inoltre rafforzato il legame con il territorio attraverso la collaborazione con associazioni e società sportive locali per aiutare i pazienti a riprendere una vita normale.