LE NOSTRE STORIE | 12 dicembre 2014

Al di là della musica

Musicoterapia in ospedale

Al di là della musica, è così che ho voluto chiamare il progetto a cui ho dato vita circa un anno e mezzo fa.

La musica è sempre stata la mia vita, fin da quando ero bambino, e crescendo ho sentito sempre più il bisogno di aiutare e mettere a disposizione, anche per gli altri, questa mia grande passione; perché la musica non è solo uno spartito a cui devi essere fedele, non sono solo note o ritmi che devi rispettare, ma la musica deve essere anche e soprattutto aggregazione, deve essere da ausilio nella vita di tutti i giorni, nei momenti felici ma anche in quelli più tristi, ognuno è parte della colonna sonora della propria vita.

È proprio in questo momento, quando la musica allarga i suoi confini, che diventa Musicoterapia: una modalità straordinaria dove poter esprimere stati d’animo, emozioni, sensazioni, esplorando ed affrontando le fasi della propria vita, presenti, passate e future. Io credo che la Musicoterapia sia un ponte che collega una o più persone, è uno scambio reciproco e spontaneo di vissuti, che avviene attraverso gli strumenti, dove ci si sente completamente liberi di esprimersi, creando così delle vere e proprie relazioni. I bambini sono maestri in questo, regalano emozioni forti senza condizionamento, a volte si naviga in fiumi in piena e altre volte in acque più calme, ma che nascondono sempre la gioia di vivere e la tenacia di affrontare le difficoltà.

Mi ritengo molto fortunato a vivere in prima persona il reparto di onco-ematologia pediatrica, dove ogni giorno si incontrano persone stupende, dai medici, ai familiari fino ad arrivare ai bambini; i bambini, quelle creature stupende che ti insegnano, anche con un semplice sguardo, ad amare la vita.

Daniele Borghi

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