I NOSTRI MEDICI | 17 ottobre 2014

I nostri medici: Marta Verna

Dottoressa Marta VernaCare famiglie, operatori sanitari e volontari,

attraverso questo notiziario del Comitato Maria Letizia Verga mi è stata data l’occasione di presentarmi a tutti voi.

Mi chiamo Marta Verna, classe 1978. Trevigiana di nascita, parmigiana di adozione. Mi sono laureata e specializzata all’Università di Parma e ho successivamente iniziato a lavorare nel reparto di ematologia e oncologia del medesimo ospedale, dove vengono seguite sia le neoplasie degli organi emopoietici che di quelli solidi. Parallelamente ho intrapreso una collaborazione, tutt’ora in corso, con l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA, European Medicines Agency) per lo sviluppo e l’approvazione dei nuovi farmaci in ambito pediatrico. Nel 2013 ho concluso il master in oncologia pediatrica presso l’Università la Sapienza di Roma.

Sono giunta a Monza nell’ottobre del 2013. Ero stata contattata qualche mese prima perché si era creata a Monza l’opportunità di avere un incarico di sostituzione nell’ambito dell’Ematologia Pediatrica e per verificare quindi la mia disponibilità a trasferirmi a Monza. Parlai subito di questa opportunità con il mio primario di allora che mi disse: “Marta, questa è una occasione che non puoi lasciarti scappare”.

Inviai il curriculum e venni a colloquio con il Prof. Biondi in una calda mattina di fine estate. Dopo il colloquio e parlando con altri colleghi ebbi subito la sensazione di trovarmi in un posto in cui si poteva crescere, migliorare, investire. Mi venne detto che la mia area di attività avrebbe anche previsto il trapianto di midollo osseo. Questa per me costituiva una grande novità e ne fui subito entusiasta.

Ricordo che durante i primi giorni tutti si mostrarono molto gentili e comprensivi concedendomi un periodo di adattamento che mi fu di grande aiuto. Insomma venni accolta bene da tutti. Mi resi subito conto che i ritmi di lavoro richiedevano molto impegno, ma anche molta coesione nel gruppo, affinché a tutti i bambini venissero date le attenzioni necessarie. Iniziai a lavorare in reparto, dove mi trovo tutt’ora. Con il passare dei mesi ho focalizzato la mia attenzione anche sulle aplasie midollari, come ulteriore area di sviluppo clinico e scientifico. Con grande soddisfazione ho anche iniziato quindi a partecipare ai gruppi di lavoro italiano ed europeo nell’ambito di queste patologie.

Ormai è passato quasi un anno dal mio arrivo e mi sto abituando a fare il percorso in bicicletta che mi separa dall’ospedale. Ne sono molto contenta. Ma solo quando qualche bambino ha cominciato a salutarmi per nome, allora ho iniziato a sentirmi veramente a casa.

Marta Verna